Smart Readiness Indicator (SRI): verso edifici intelligenti e sostenibili in Europa

Entro il 30 giugno 2027, tutti gli Stati membri dell’Unione Europea dovranno applicare lo Smart Readiness Indicator (SRI), un nuovo strumento di valutazione pensato per misurare quanto un edificio sia “intelligente”. Introdotto dalla Direttiva sul rendimento energetico nell’edilizia (EPBD), lo SRI rappresenta un cambio di paradigma nella gestione dell’efficienza energetica e dell’automazione degli edifici.
Cos’è lo SRI e come funziona
Lo SRI misura la “prontezza smart” di un edificio, ovvero la sua capacità di adattarsi alle esigenze degli occupanti e alle condizioni ambientali, ottimizzando al contempo le prestazioni energetiche. La valutazione si basa su 9 domini tecnologici – dal riscaldamento alla mobilità elettrica – e 7 criteri di impatto, come comfort, efficienza energetica e uso delle rinnovabili.
Ogni combinazione dominio/criterio riceve un punteggio da 0 a 100%, in base alla presenza e al livello di sofisticazione delle tecnologie smart. Il punteggio complessivo SRI è il risultato aggregato di queste valutazioni.
I cataloghi smart-ready: il cuore operativo dello SRI
La valutazione SRI si fonda su specifici cataloghi smart-ready, che definiscono i livelli funzionali delle tecnologie installate, da 0 (nessuna automazione) a 4 (integrazione con smart grid e gestione predittiva). Gli Stati membri possono adattare questi cataloghi al contesto nazionale, mantenendo però la coerenza con il quadro europeo per garantire comparabilità e trasparenza.
Un certificato per informare e guidare
Il certificato SRI non è solo un report tecnico: è pensato come uno strumento comunicativo chiaro e accessibile. Deve indicare il punteggio globale e fornire una rappresentazione visiva dei risultati nei vari domini, con raccomandazioni personalizzate per migliorare il livello di smartness. L’obiettivo è aiutare cittadini e professionisti a prendere decisioni più consapevoli in tema di riqualificazione energetica e digitalizzazione degli edifici.
La sperimentazione in Europa e in Italia
Attualmente, 16 Paesi dell’UE stanno testando lo SRI. In Italia, la sperimentazione è iniziata da poco, promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con il supporto di ENEA. Per 12 mesi, almeno 30 edifici rappresentativi verranno valutati, coinvolgendo università, enti normativi e valutatori indipendenti.
Il ruolo dei progetti europei
L’attuazione dello SRI è supportata anche da progetti europei finanziati dal programma LIFE. In Italia, iniziative come tunES, EasySRI, SmartSquare e SmartEPC mirano ad armonizzare l’SRI con l’Attestato di Prestazione Energetica (APE), semplificare l’uso degli strumenti di valutazione e testare soluzioni smart nei contesti pubblici.
Uno sguardo al futuro
Lo SRI non è solo uno strumento tecnico, ma un catalizzatore di trasformazione. Riguarderà edifici pubblici, commerciali e sanitari, e potrebbe cambiare il modo in cui valutiamo e valorizziamo gli immobili. In un’epoca in cui efficienza, sostenibilità e digitalizzazione sono priorità imprescindibili, l’introduzione dello SRI in Italia rappresenta un passo decisivo verso un patrimonio edilizio più intelligente, efficiente e vivibile.
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