Ecobonus caldaie: proposta di esclusione per i combustibili fossili

La discussione sull’Ecobonus si arricchisce di un capitolo fondamentale: l’esclusione degli incentivi per le caldaie alimentate da combustibili fossili. Una proposta che arriva dalla maggioranza parlamentare, sostenuta da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Movimento 5 Stelle, e che trova l’appoggio delle principali associazioni ambientaliste italiane.
La proposta di modifica: stop agli incentivi per le caldaie a gas
Tre emendamenti identici al disegno di legge di Bilancio 2025 mirano a escludere, a partire dal 2025, gli incentivi per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie alimentate esclusivamente da combustibili fossili. Questi emendamenti puntano a modificare l’articolo 8 comma 2 del ddl di Bilancio, che proroga per il triennio 2025-2027 le detrazioni fiscali per il recupero edilizio e la riqualificazione energetica, senza però prevedere restrizioni sugli impianti beneficiari.
Se la proposta non fosse approvata, l’Italia continuerebbe a incentivare anche le caldaie alimentate a gas, in contrasto con la Direttiva Case Green dell’Unione Europea. Quest’ultima, infatti, vieta dal 2025 l’erogazione di sussidi pubblici per le caldaie autonome alimentate da combustibili fossili e prevede la loro eliminazione dal mercato entro il 2040.
Gli incentivi in gioco, le cifre
Nel 2022, i bonus edilizi, tra cui Ecobonus e Superbonus, hanno erogato circa 4,2 miliardi di euro per interventi che includevano anche caldaie a gas. Di questi, 2 miliardi provenivano dall’Ecobonus e 2,1 miliardi dal Superbonus, favorendo centinaia di migliaia di interventi agevolati.
Questa politica di sostegno alle tecnologie fossili è ora sotto accusa, in quanto non solo perpetua la dipendenza energetica dalle fonti fossili, ma ostacola anche il raggiungimento degli obiettivi climatici dell’UE al 2030 e al 2050. Secondo le associazioni ambientaliste, continuare su questa strada potrebbe esporre l’Italia a nuove procedure di infrazione europea.
La richiesta degli ambientalisti: una svolta verso le rinnovabili
Le principali associazioni ambientaliste, tra cui Legambiente, Greenpeace e WWF Italia, hanno inviato una lettera al Governo Meloni per chiedere di eliminare qualsiasi incentivo alle tecnologie alimentate a combustibili fossili. La loro proposta è chiara: concentrare i sussidi su soluzioni a zero emissioni come pompe di calore, solare termico, bioenergie e teleriscaldamento.
“L’Italia deve decarbonizzare il parco edilizio e puntare su tecnologie sostenibili per ridurre le emissioni e liberare le famiglie dal caro bollette”, spiegano le associazioni. Questi interventi, sottolineano, sono fondamentali per affrontare l’emergenza climatica e rispettare le normative europee.
Le prospettive politiche
La Commissione Bilancio della Camera sta esaminando oltre 4.500 emendamenti presentati al ddl di Bilancio 2025. La proposta di escludere gli incentivi per le caldaie alimentate a combustibili fossili rappresenta un test cruciale per il governo, che dovrà bilanciare esigenze ambientali, economiche e politiche.
Se approvata, questa misura segnerebbe un importante passo avanti nella transizione energetica italiana, allineandosi con le direttive europee e promuovendo un’economia più sostenibile. Ma la sua approvazione dipenderà dalla volontà politica di andare oltre gli interessi consolidati del settore delle fonti fossili.
Il dibattito sull’Ecobonus e sulle caldaie a gas evidenzia quanto sia urgente per l’Italia intraprendere una svolta decisa verso la sostenibilità . La palla è ora nelle mani del Parlamento e del Governo Meloni: l’esclusione degli incentivi per i combustibili fossili potrebbe rappresentare un cambio di paradigma per il futuro energetico del Paese.
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